Il manoscritto FIII16, noto come “Vita sanctorum Marini et Leonis”, è stato iscritto nel Registro “Memory of the World” dell’UNESCO il 17 aprile 2025, durante la 221ª sessione del Consiglio Esecutivo a Parigi.
Questo antico testo agiografico, redatto in minuscola carolina tra X e XI secolo e conservato alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, narra le vite dei Santi Marino e Leone, originari della Dalmazia (odierna Croazia), che fondarono la comunità sul Monte Titano.
La candidatura, presentata congiuntamente da Croazia, Italia e San Marino, ne riconosce il valore universale come ponte tra patrimoni immateriali delle tre nazioni, promuovendo dialogo interculturale e ideali di solidarietà, libertà e indipendenza.
Accanto a tesori come la Magna Charta, il documento rafforza l’identità sammarinese e la sua eredità europea.
Per il primo anniversario, il 25 aprile 2026 alle 21 al Teatro Titano, la Commissione UNESCO sammarinese, con le Segreterie di Stato per la Cultura e gli Affari Esteri, presenta lo spettacolo “Vita Sancti Marini” di Fulvia Casadei.
Interpretato dalla Corte di Olnano e dalla Compagnia dell’Istrice, lo spettacolo intreccia due piani narrativi: Daniele, studioso contemporaneo che scopre il manoscritto bobbiese, e i giovani romani Marino e Leone, in fuga da un editto imperiale verso Rimini.
Le storie, separate da secoli, si specchiano evocando pace e accoglienza, con citazioni fedeli del latino originale che datano il racconto.
Questa pièce, cruciale nella candidatura UNESCO, educa e unisce la comunità, trasformando un mito fondativo in patrimonio vivo.


