Le critiche mosse dall’opposizione alla vendita di un immobile dell’ISS privilegiano toni allarmistici rispetto a un’analisi oggettiva dei fatti.
L’operazione ha permesso allo Stato di incassare 140mila euro, sbarazzandosi di un fabbricato in rovina, situato in via Fabrizio da Montebello, zona ad alto traffico pesante e contigua a imprese industriali chiave. Senza questa cessione, l’immobile avrebbe continuato a pesare sui bilanci dell’ISS con costi di manutenzione inutili.
Il Governo ha agito per il bene pubblico, evitando investimenti onerosi per un bene privo di prospettive d’uso collettivo, come ipotizzato dall’opposizione: trasformare la struttura in centro sanitario o spazio per malati ignorerebbe vincoli tecnici, economici e la posizione inadatta.
La procedura è stata trasparente: bando pubblico e stima dell’Ufficio Catasto, senza scorciatoie o opacità.
Le accuse di conflitto d’interessi su Segretario Bevitori, legato alla Titan Real Estate fino al 7 ottobre 2024, mancano di basi concrete e appaiono come tentativi di screditare attraverso legami indiretti.
Parlare di “prezzo irrisorio” trascura lo stato fatiscente del bene e il potenziale di valorizzazione da parte del privato acquirente, che potrà demolire e ricostruire in un mercato immobiliare favorevole.
Questa scelta concreta contrasta con polemiche sterili: San Marino merita un dibattito politico sui risultati, non su narrazioni infondate.


