Affare bulgaro, il PS chiede subito una commissione d’inchiesta: “Serve chiarezza sul nodo Banca di San Marino e interessi sull’Ente Cassa”

Libertas
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Il Partito Socialista di San Marino insiste per l’istituzione immediata di una commissione d’inchiesta sul cosiddetto “affare bulgaro”, puntando il dito sul tentativo di cessione del 51% della Banca di San Marino alla holding Starcom di Assen Christov.

L’operazione, avviata nel 2025 con un anticipo di 15 milioni di euro da parte del gruppo bulgaro, fu bloccata dalla magistratura per sospetti di corruzione e riciclaggio, con sequestri e misure cautelari.

Al centro del caso, secondo il PS, resta il “peccato originale” dei contatti tra Ente Cassa Faetano e gli emissari di Starcom, offuscato da un successivo “piano parallelo” che, denunciato dal dirigente del Tribunale Giovanni Canzio, ipotizza reati come attentato all’integrità della Repubblica e minacce alle autorità.

Non manca un furto misterioso nella sede di BSM, con i ladri diretti solo alle cassette di sicurezza, e la scarcerazione ordinata a febbraio 2026 dal giudice David Brunelli per carenza di indizi gravi.

La politica si divide: tre progetti di legge per l’inchiesta, ma maggioranza e opposizione litigano su urgenza, composizione e interferenze giudiziarie, rischiando di ritardare la verità.

Starcom ha avviato un arbitrato all’ICSID di Washington, chiedendo 150 milioni di euro allo Stato sammarinese.

Il PS denuncia il ciclo di scandali che danneggiano immagine ed economia del Paese, colpendo i più vulnerabili, e separa nettamente giustizia penale da responsabilità politiche, auspicando autonomia e chiarezza rapida per i cittadini.

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