Il Segretario di Stato allo Sport di San Marino, Rossano Fabbri, ha replicato con fermezza alle critiche del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, apparse su Il Resto del Carlino. De Laurentiis aveva contestato il ruolo dei micro-Stati come San Marino nel voto UEFA, accusandoli di essere un mero serbatoio di voti per il presidente Ceferin.
Fabbri ha difeso il principio democratico del voto paritario tra federazioni, rigettando come infondate le insinuazioni politiche e valorizzando il dilettantismo sammarinese: atleti che lavorano e studiano, opposti ai professionisti del grande calcio. Ha poi ammonito sul rischio di un calcio elitario, accessibile solo a chi attira milioni di spettatori, che allontanerebbe il pubblico comune.
Il direttore della Serenissima Sera, Fabrizio Maffei, interviene nel dibattito invitando De Laurentiis a riscoprire l’essenza ludica del calcio. Riprende un suo discorso al San Marino Song Contest di due anni fa, evocando la passione biancazzurra in un Paese di 33mila abitanti su 60 chilometri quadrati.
San Marino combatte da sempre contro i colossi europei con dilettanti: solo dieci professionisti in quarant’anni, tra cui Massimo Bonini, mediano della Juventus di Trapattoni. Platini lo temeva tanto da scherzare con Agnelli: “L’importante è che non fumi Bonini, che corre anche per me”. Bonini esordì in nazionale a 31 anni, nel 1988, con la fascia da capitano.
Superati i record negativi – sconfitte consecutive, gol mancati –, emergono epiche come il gol lampo di Davide Gualtieri dopo 8 secondi e 3 decimi contro l’Inghilterra nel 1993, che eliminò i britannici dalle qualificazioni mondiali. O il pareggio 0-0 con la Turchia e la prima vittoria ufficiale 1-0 sul Liechtenstein nel 2024.
Momenti indimenticabili: 80mila spettatori a Wembley applaudirono San Marino per il coraggio nel 2021; tifosi tedeschi a 40mila li incitarono nel 2007. Contro i pregiudizi, come quelli di Thomas Müller, i biancazzurri escono a testa alta. Fan come la Brigata Mai Una Gioia di Reggio Emilia li seguono fedeli.
Per la nazionale più piccola e coraggiosa del mondo, la vittoria è partecipare con puro spirito agonistico.


