Bulgaria: il trionfo di Radev apre nuovi fronti di tensione per l’UE

San Marino RTV
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La Bulgaria entra in una nuova era politica con la vittoria schiacciante di Rumen Radev, ex presidente e comandante dell’aeronautica militare, il cui partito Bulgaria Progressista ha conquistato il 45% dei consensi e la maggioranza assoluta in Parlamento con almeno 132 seggi su 240. Un risultato storico che non si registrava da trent’anni nel panorama politico frammentato della Bulgaria, il paese più povero dell’Unione europea.

La vittoria di Radev rappresenta un momento di svolta per gli equilibri europei in una fase già complessa. Il nuovo premier si presenta come nemico della corruzione e delle oligarchie, ma le sue posizioni euroscettiche e filorusse lo accomunano al modello orbániano proprio mentre l’Ungheria si avvia a una transizione politica. Radev ha sempre criticato la linea europea di sostegno militare all’Ucraina, opponendosi agli aiuti militari a Kiev e proponendo soluzioni diplomatiche, mentre ha auspicato il ripristino dei rapporti con il Cremlino e la ripresa dei flussi energetici russi verso l’Europa.

Con l’ingresso della Bulgaria nell’eurozona dal primo gennaio, la rilevanza di Sofia nei processi decisionali comunitari si rafforza, ampliando il peso politico di Radev nelle sedi europee. In questo contesto si muovono anche le procedure tecniche che interessano i piccoli stati. Il gruppo di lavoro EFTA del Consiglio Ue prosegue infatti i negoziati sugli accordi quadro con Andorra e San Marino, passaggi fondamentali verso le ratifiche finali. La Bulgaria, pur avendo manifestato posizioni diverse sul tema in sede parlamentare, non ha opposto blocchi diretti agli accordi di integrazione.

Le dinamiche della nuova maggioranza bulgara, con Radev primo ministro, continueranno a emergere nei prossimi appuntamenti europei, inclusa la sessione primaverile dell

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