San Marino affronta le prime criticità del servizio Smuvi, il trasporto a chiamata che sta rivoluzionando la mobilità pubblica.
Percorsi tortuosi e attese estenuanti stanno alimentando un acceso dibattito tra i cittadini, con social network come il gruppo Facebook “San Marino Risponde” che diventano arena di lamentele e difese appassionate.
Ieri due adolescenti diretti da Dogana a Montegiardino hanno vissuto un calvario: prenotata la corsa con partenza alle 14:35 e arrivo previsto alle 15:10, il furgoncino li ha caricati solo alle 15:00 per poi deviare a Domagnano e tornare a Serravalle, spingendoli a scendere e chiamare i genitori.
Andrea Cavalli ha descritto l’episodio, denunciando giri a vuoto dettati dall’algoritmo che ottimizza le rotte incrociando prenotazioni.
Non è un caso isolato: Maria Cappella lamenta un’ora da Città a Dogana con “il giro della Repubblica”, mentre altri parlano di attese fino a due ore, incompatibili con lavoro o scuola.
L’intelligenza artificiale al comando dei percorsi finisce sotto accusa, con utenti che distinguono tra software inefficiente e autisti incolpevoli.
Dall’altra parte, un coro di voci invita alla pazienza: Smuvi è in fase sperimentale gratuita per sei mesi, gestita dall’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici, proprio per identificare e correggere i difetti.
“Segnalate i problemi tramite app o al numero dedicato, non solo sui social”, esortano i sostenitori, sottolineando che solo un feedback strutturato permetterà di affinare il sistema.
La sperimentazione, partita il 2 marzo, divide ma evidenzia la sfida di un trasporto innovativo: da ritardi iniziali a efficienza reale, il futuro della mobilità sammarinese passa pe


