Ancora sulla natalità, in compagnia di Papa Leone – di don Gabriele Mangiarotti

GiornaleSM
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Non è la prima volta che a San Marino si torna a parlare di natalità, e con tutta probabilità non sarà nemmeno l’ultima. Il quadro è noto: il calo delle nascite è diventato un tema centrale, con ricadute che toccano economia, scuola, cultura e, più in profondità, la tenuta stessa della Repubblica.

Il problema, oggi, viene letto come una vera emergenza di civiltà. I dati demografici parlano chiaro: il tasso di natalità è sceso al 4,5 per mille, mentre i decessi superano di gran lunga le nascite, segnando una tendenza che apre interrogativi pesanti sul futuro della comunità sammarinese.

A richiamare l’attenzione è anche la riflessione proposta da papa Leone incontrando i membri dell’Intergruppo Demografia del Parlamento Europeo. Il messaggio, attuale e diretto, insiste su un punto: la demografia non è solo una questione di numeri, ma di persone, di relazioni, di paternità e maternità, di figli come risorsa del domani.

Il pontefice richiama inoltre il tema della solitudine, definendola una vera “pandemia”, e osserva come in Europa manchi oggi un equilibrio tra generazioni. Senza solidarietà intergenerazionale, sottolinea, diventa difficile parlare di sviluppo integrale e sostenibile.

Nel testo si richiama anche l’ispirazione cristiana come tratto identitario delle istituzioni europee e, più in generale, come elemento decisivo per una cultura capace di valorizzare la vita. Da qui la critica a politiche che, pur dichiarandosi a favore della famiglia, finirebbero per indebolire la maternità e legittimare pratiche che riducono la centralità del nascere e del generare.

Un passaggio centrale riguarda la famiglia, indicata come prima scuola di socialità e fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. In questa prospettiva, la questione demografica non può essere separata da quella educativa e culturale: servono strumenti capaci di accompagnare i giovani verso una visione più ampia dell’amore, della responsabilità e della vita.

Per San Marino, conclude il ragionamento, la sfida è anche quella di custodire la propria originalità storica e civile, trasformando l’accoglienza e la solidarietà in una risposta concreta alla crisi delle nascite. La domanda decisiva resta aperta: quale mondo vogliamo lasciare alle generazioni future?

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