Massimo Andrea Ugolini, consigliere PDCS ed ex segretario alla Giustizia, ha scatenato polemiche nel Consiglio Grande e Generale con un intervento tagliente sulle recenti sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Rivolgendosi a Repubblica Futura, Ugolini ha accusato il movimento di strumentalizzare i verdetti Cedu, definendoli eredità del caos giudiziario del 2020 da loro provocato.
Ha puntato il dito contro un “uomo a Strasburgo” legato a RF, interpretato da alcuni come il giudice sammarinese Gilberto Felici, in forza alla Corte.
L’ex segretario ha difeso la legge qualificata 1/2020, approvata in un contesto di “guerra giudiziaria” e avallata da organismi come il GRECO, respingendo ogni lettura politica.
Repubblica Futura replica duramente: la norma, contestata fin da allora con un referendum, è stata bocciata per retroattività, violando lo Stato di diritto nel caso Simoncini.
La seconda sentenza Cedu conferma l’illegittimità dell’intervento, che ha revocato giudici e ridistribuito fascicoli in una notte controversa del 2020.
Il dibattito infiamma l’Aula, con RF che chiede chiarezza alla maggioranza di allora e promette di attendere gli sviluppi giudiziari.
Possibili segnalazioni a organismi sovranazionali aleggiano sullo scontro, mentre la politica sammarinese resta divisa sul lascito di quelle riforme.


