La democrazia non è uno spazio vuoto dove il potere agisce indisturbato, ma un organismo che respira della partecipazione consapevole di chi lo abita. Questo il messaggio centrale che i Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva hanno consegnato al Consiglio Grande e Generale nel loro insediamento di questa mattina.
I nuovi Reggenti hanno posto l’accento su un equilibrio delicato: le istituzioni richiedono rigore e imparzialità, ma trovano senso solo nel contributo collettivo, nella “lealtà del confronto e nel rispetto reciproco”. L’Aula legislativa diventa allora lo specchio dove le differenze si riconoscono piuttosto che negarsi, uno spazio dove ogni intervento deve corrispondere alla responsabilità che rappresenta.
Al centro della riflessione c’è l’ascolto: non come gesto formale, ma come capacità autentica di comprendere la complessità. Solo chi ascolta davvero riconosce l’altro, e da quel riconoscimento scaturisce la convivenza democratica. Qui nasce l’appello a respingere odio, violenza e intolleranza, consapevoli che le parole non sono mai neutre: costruiscono o feriscono, uniscono o dividono.
I Reggenti hanno fissato un limite alla dialettica politica: quando diventa offesa, incrina la fiducia nei cittadini e la credibilità delle istituzioni. Un monito: nessun potere sussiste se non riconosciuto. Quando quel riconoscimento si incrina, anche ciò che appare solido si svuota lentamente.
Nel contesto internazionale segnato da conflitti, la Reggenza ha ribadito il ruolo della pace come principio identitario di San Marino, invitando al dialogo e alla difesa della dignità umana. La responsabilità dello Stato rimane quella di garantire pari dignità sociale e diritti, costruen


