La fronda interna alla maggioranza si allarga sul caso Simoncini e sulla condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo. Dopo gli interventi critici di Repubblica Futura verso le riforme giustizia del 2020, anche esponenti di Libera hanno preso le distanze da posizioni giudicate eccessive.
Luca Della Balda ha censurato i toni usati da Massimo Andrea Ugolini della Democrazia Cristiana, soprattutto l’allusione al giudice sammarinese Gilberto Felici della CEDU descrivendolo come “mandato a l’Havana”. Una dichiarazione che, a giudizio di Della Balda, contrasta con l’appello della Reggenza a mantenere pacatezza e rispetto delle competenze altrui.
Guerrino Zanotti di Libera ha invece sottolineato come la sentenza europea rappresenti un dato di fatto incontrovertibile: San Marino è stata effettivamente condannata per violazione dei diritti umani. Ha messo in guardia dalla tentazione di mettere in discussione l’autorevolezza della Corte di Strasburgo, ritenendolo controproducente.
Sul fronte del possibile ricorso alla Grande Camera, trapela cautela crescente. Gli ambienti governativi temono il rischio di un’ulteriore sconfitta internazionale che aggraverebbe l’immagine della Repubblica. La strategia sembra orientarsi verso l’accettazione della sentenza piuttosto che verso escalation giudiziarie che potrebbero rivelarsi dannose sul piano diplomatico.


