La crisi energetica scatenata dal conflitto in Medio Oriente si ripercuote direttamente sulla Repubblica di San Marino, sollevando interrogativi sulla preparazione del Paese a fronteggiare scenari di emergenza.[1][4] Repubblica Futura ha depositato un’interrogazione parlamentare chiedendo al Governo risposte concrete su piani di contingenza, riserve strategiche di carburante e misure di protezione per i servizi essenziali.[2][6]
Nel dettaglio, l’opposizione vuole sapere se San Marino dispone di adeguate scorte di benzina e gasolio per alimentare ambulanze, veicoli delle forze dell’ordine, autobus e mezzi operativi per almeno trenta giorni in caso di emergenza.[3][4] Inoltre, chiede chiarimenti su eventuali piani per contingentare i rifornimenti privilegiando i veicoli con targa RSM e per gestire possibili shock di prezzo nell’energia elettrica e nel gas naturale.[2][6]
Finora, le misure adottate dal Governo si limitano a un incremento di venti centesimi per litro di carburante accreditati sulla Smac Card e alla sospensione delle tariffe fisse opzionali da parte dell’AASS con finestra di adesione dal 16 al 30 marzo 2026.[3][5] Repubblica Futura sottolinea però che “non è dato sapere se il governo sta preparando piani di contingenza” strutturati e duraturi.[2][3]
L’interrogazione tocca anche questioni di lungo periodo: l’impianto fotovoltaico a Brescia, atteso per superare il 20% della produzione interna di energia entro l’anno rispetto all’attuale 12%, e la possibile sottoscrizione di accordi con l’Italia e l’Unione europea per forniture di energia e carburante.[1][5]
A livello europeo, l’Unione sta valutando misure straordinarie tra cui il razion


