La trappola è scattata durante un secondo incontro concordato via chat, ma questa volta ad attendere il giovane nigeriano di arrestato questa mattina (1° settembre) a Rimini, c’erano gli agenti delle Volanti. L’operazione ha posto fine a una vicenda iniziata nel cuore della notte, intorno alle 2, presso un residence situato in viale Cirene.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tutto ha avuto inizio dopo un contatto su Grindr tra l’indagato e un uomo alloggiato nella struttura. Dopo aver pattuito un incontro sessuale, il giovane nigeriano avrebbe avanzato la pretesa di 100 euro. Al rifiuto della vittima, la situazione è degenerata: il giovane si è impossessato dello smartphone dell’interlocutore e si è allontanato.
Non rassegnato, il proprietario del dispositivo ha tentato di recuperare il maltolto contattando nuovamente il giovane tramite un secondo telefono, sempre attraverso la medesima app. È in questo frangente che è scattata la tentata estorsione: l’indagato ha infatti subordinato la restituzione dello smartphone al versamento dei 100 euro precedentemente richiesti. L’incontro fissato per lo scambio si è trasformato in un fermo di polizia, con l’accusa formale di furto e tentata estorsione.


