Un intervento dei Vigili del Fuoco ha scongiurato una seconda tragedia nella mattinata di sabato presso la Scuola Marco Polo di Miramare, dove un rondone era rimasto disperatamente intrappolato tra la gronda e la rete del sottotetto. L’animale, estratto con fatica grazie all’ausilio di un braccio meccanico, è stato affidato al CRAS in condizioni critiche. La stessa operazione di soccorso, sollecitata da Lipu e Monumenti Vivi Rimini, ha purtroppo confermato la presenza di un secondo volatile, rinvenuto già privo di vita nel sottotetto della facciata lato Rimini, restaurata lo scorso anno.
Il dramma dei rondoni, una delle più grandi colonie di Rimini, si consuma a causa di una rete che perimetra l’intero sottotetto, denunciata come inefficace e pericolosa. Arianna Lanci, responsabile di Lipu, esprime profondo sconforto: “Se non fosse stato per i Vigili del Fuoco, che ringrazio sentitamente, chissà per quanto tempo ancora quell’uccello avrebbe continuato a soffrire, nel tentativo disperato e impossibile di liberarsi da un luogo di vita trasformatosi in trappola mortale. Ora quel meraviglioso Rondone è al Cras, non è affatto certo che riuscirà a salvarsi, gli è stata data però una seconda possibilità, e io spero tanto potrà tornare a spiccare il volo. Ma il punto resta lo stesso di sempre: la presenza della rete che circonda tutto il sottotetto e il conseguente spazio risicatissimo lasciato ai Rondoni, uccelli protetti, benefici, in declino.“
Lanci evidenzia inoltre l’assurdità del dispositivo, osservando un piccione intrappolato nella medesima rete “antipiccioni”. “Ciò significa che si investono risorse economiche per una rete che rischia costantemente di uccidere Rondoni ed altri uccelli, una rete che semplicemente accumula sporcizia e che neanche serve allo scopo per cui è stata montata. Per non parlare degli aghi, presenti anch’essi, e in grande quantità.” Già lo scorso anno, in occasione del restauro della prima facciata, Lipu aveva proposto alla Provincia un progetto alternativo, sviluppato da Mauro Ferri (cofondatore di Monumenti Vivi nazionale), che prevedeva la rimozione della rete e degli aghi per rendere il sottotetto ospitale. La proposta fu però respinta dalla Soprintendenza di Ravenna, competente sull’edificio, che ritenne la rete l’unico dispositivo compatibile con la tutela storico-artistica. Un promesso incontro diretto tra l’associazione e la Soprintendenza non si è mai concretizzato.
Con l’imminente ripresa del cantiere sulla seconda facciata, la domanda di Lanci risuona come un monito: “Non sarebbe ora di dare dignità agli edifici che ospitano i nidi? O bisogna sempre e solo fare affidamento su volontari e attivisti?” Lipu sollecita un ripensamento, affinché la colonia di rondoni possa continuare a prosperare in un ambiente sicuro.


