Iro Belluzzi, figura storica della sinistra sammarinese, si conferma socialista convinto, pur preferendo definirsi di sinistra riformista liberale. Pur riconoscendo che alcune categorie ideologiche del Novecento appaiono superate, sostiene che il socialismo offra ancora spunti preziosi per una società più equa, senza ridursi a etichette rigide.
In Libera, partito che considera il nuovo polo della sinistra composta e libera da condizionamenti, si trova a suo agio. Ha ritrovato ex compagni del PSD, da cui si è separato per divergenze sul sistema bancario, e ha scoperto sintonia con esponenti del movimento civico. Lasciare il PSD, fondato nel 2005, non è stato semplice: ne constata l’evoluzione in un contenitore diviso e lontano dagli ideali originari, giustificando la sua scelta.
Amico di Matteo Ciacci, lo elogia come persona capace e impegnata, capace di polarizzare opinioni per la sua vitalità. Sul Segretario Bevitori apprezza gli investimenti Aass per l’autonomia energetica, vitali in fase di piena occupazione.
La maggioranza regge bene, con buon clima interno, ma necessita di più coordinamento. Della sua esperienza come Segretario al Lavoro resta orgoglioso la legge sulla rappresentatività sindacale, innovativa per la contrattazione collettiva, mentre altri provvedimenti post-black list sono stati superati dalla congiuntura positiva.
Sulla sanità, interim di Gatti per tre mesi non desta preoccupazioni, data la fiducia nel Comitato esecutivo Iss. In politica estera, la crisi mediorientale e l’impatto energetico impongono rigore: tagli agli sprechi, investimenti strategici e sostegno a cittadini e imprese contro inflazione e rincari.


