Tensioni interne agitano la Democrazia Cristiana sammarinese, emerse durante la riunione di Direzione e gruppo consiliare di lunedì sera. Al centro delle frizioni, problemi organizzativi che compromettono la tenuta della maggioranza, in particolare sulla procedura d’urgenza per la Commissione d’inchiesta sull’affare bulgaro, con la votazione prevista per venerdì ma a rischio per le assenze di alcuni consiglieri impegnati presso l’Unione interparlamentare.
Il nodo cruciale riguarda la Segreteria di Sanità. Marco Gatti ha ricevuto ieri l’interim unanime del governo, ma per una durata limitata di alcuni mesi. La successione divide il partito: Giancarlo Venturini, primo per voti, dovrebbe logicamente succedergli, ma perderebbe il controllo della segreteria democristiana. Sul tavolo i nomi di Massimo Andrea Ugolini, Francesco Mussoni e Manuel Ciavatta, che agirebbe come suo delegato.
Le fratture non si limitano alla sanità. L’affare bulgaro rimane irrisolto, l’Accordo di associazione esce dal dibattito pubblico, e altri attriti attraversano la coalizione di governo. Nel PSD, Matteo Rossi non è stato reintegrato nel ruolo di capogruppo al rientro dal semestre, mantenuito da Paolo Crescentini. Un quadro che rivela una maggioranza in fase di stallo, percorsa da crescente confusione sia internamente che nel suo complesso.


