San Marino. L’ASTROLABIO – “Accordo U.E. : Un Labirinto!” … di Augusto Casali

GiornaleSM
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Non si tratta di accanimento terapeutico, ma di un tira e molla decennale sull’Accordo di associazione con l’Unione Europea, che non trova mai una conclusione. La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri continua a fornire rassicurazioni, ma la questione sembra sfuggirle di mano.

Dopo il referendum che bloccò l’adesione piena all’Ue, i decisori sammarinesi optarono per l’Accordo di associazione. Diversi partiti e governi si sono succeduti, compromettendosi in modo tale da rendere difficile un dietrofront. Tra cultori del politicamente corretto, puntellatori cronici e opportunisti, il Consiglio Grande e Generale ha approvato all’unanimità molteplici ordini del giorno.

Inizialmente coinvolti Liechtenstein, Monaco, Andorra e San Marino: il Liechtenstein ha scelto altre vie, Monaco ha siglato un’intesa con la Francia. Restano Andorra, che annuncia un referendum, e San Marino, dove si evita accuratamente il confronto con i cittadini.

Da fine 2023, il Segretario di Stato agli Esteri ripete che tutto procede bene, cavalcando in campagna elettorale la promessa di chiusura imminente. Sono passati due anni e mezzo senza進展. Ora emerge che San Marino è pronto a procedere da solo, anche in via provvisoria e unilaterale, a differenza di Andorra che lega tutto al voto popolare.

L’Accordo impone oneri gravosi per un microstato: recepimento dell’intera normativa Ue attuale e automatica della futura, migliaia di leggi che stravolgono l’ordinamento e limitano la sovranità in un “imperialismo giuridico”. Il Consiglio Ue lo definisce legalmente misto, richiedendo ratifica da tutti i parlamenti nazionali.

Andorra rafforza la sua posizione, rifiutando applicazioni provvisorie. San Marino, insistendo su u

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