Un elettricista di 38 anni ha subito un brutale pestaggio a Rimini, riportando fratture multiple alle costole e alle vertebre, la rottura del setto nasale e una grave insufficienza respiratoria. La prognosi è di 40 giorni, con i sanitari che hanno evidenziato un esplicito rischio di vita. L’episodio, consumatosi in un condominio cittadino, ha costretto la vittima ad abbandonare la propria abitazione per cercare rifugio dalla madre, temendo ulteriori ritorsioni. L’avvocato Davide Grassi ha già formalizzato un esposto alla Procura di Rimini, ipotizzando i reati di lesioni aggravate e sequestro di persona.
La violenza è scattata a mezzanotte, quando il 38enne è stato attirato nell’appartamento di un vicino con il pretesto di un chiarimento. Varcata la soglia, la porta si è chiusa e ha avuto inizio un massacro durato quindici minuti. Il marito della donna e un amico residente nell’abitazione si sono accaniti sulla vittima con calci e pugni, colpendola ripetutamente anche quando era a terra, priva di sensi e incapace di difendersi. Solo il mattino seguente, superata la paura iniziale, l’elettricista ha richiesto l’intervento del 118, dopo essersi faticosamente trascinato a casa una volta rilasciato dagli aggressori.
L’aggressione è stata innescata da un’accusa: l’uomo avrebbe “mandato un bacio” alla moglie di uno dei suoi assalitori in assenza del marito. Tale circostanza è stata smentita categoricamente dal 38enne. Il fatto risale al 30 marzo, quando l’elettricista era stato chiamato per verificare un presunto guasto in un appartamento adiacente al suo. Dopo aver accertato l’assenza di anomalie, aveva salutato la donna e il figlio presenti nell’abitazione, per poi allontanarsi.


