Una condanna a 10 mesi e 20 giorni di reclusione, con pena sospesa, è stata inflitta per direttissima a due cittadine moldave sorprese con documenti d’identità rumeni falsificati. Le donne, impiegate all’interno di una struttura alberghiera nel Riminese, utilizzavano i passaporti contraffatti per aggirare le normative vigenti sull’immigrazione, garantendosi così l’accesso al lavoro senza disporre dei permessi di soggiorno necessari.
L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto lo scorso giovedì 23 luglio, nel corso dei servizi di monitoraggio intensificati dalla Polizia di Frontiera di Rimini in vista della stagione estiva. Durante un controllo mirato all’interno dell’hotel, i dubbi degli agenti sulla veridicità dei documenti hanno trovato conferma in un’analisi tecnica approfondita: le carte, sebbene apparissero come rilasciate dalle autorità rumene, erano il risultato di una sofisticata operazione di falso.
Dalla Questura di Rimini spiegano che “L’episodio odierno si inserisce nell’ambito dei controlli rafforzati predisposti dalla Polizia di Frontiera di Rimini che, dall’inizio dell’anno, ha portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 32 persone, di cui 16 tratte in arresto, al sequestro di 17 documenti falsi e al Respingimento alla Frontiera di 70 persone”.


