Le associazioni di categoria riminesi esprimono forte preoccupazione per l’ordinanza del Comune di Riccione che, per l’estate, restringe in modo molto severo le attività dei cantieri nella zona turistica. CNA Rimini, Confartigianato Imprese Rimini, Confindustria Romagna, Legacoop Romagna e Confcooperative Romagna-Estense chiedono al Comune di tutelare la quiete di residenti e ospiti, ma senza colpire indistintamente tutto il comparto edilizio.
Le imprese contestano in particolare la scelta di vietare i lavori rumorosi vicino alle strutture ricettive e di consentire solo alcune attività non rumorose dal lunedì al giovedì in fasce orarie ristrette, con lo stop totale del venerdì e nel fine settimana. Secondo le categorie, una misura di questo tipo incide pesantemente sull’organizzazione di imprese, aziende impiantistiche, manutentori e filiera delle costruzioni, con effetti su tempi, costi e programmazione dei lavori.
Nel mirino anche le conseguenze sui dipendenti. Le associazioni parlano di un problema concreto per la gestione del venerdì, che per centinaia di addetti potrebbe tradursi in una giornata forzatamente persa, improduttiva o da recuperare con ulteriori difficoltà per aziende e lavoratori.
Le categorie temono inoltre che le nuove regole finiscano per penalizzare anche le imprese che rispettano già orari, sicurezza e limiti di rumorosità. La richiesta è di sanzionare chi non osserva le norme, senza scaricare sull’intero settore le responsabilità di pochi.
Un’ulteriore critica riguarda il metodo: secondo le associazioni, il provvedimento è stato adottato senza un confronto preliminare con il mondo economico, confronto che avrebbe permesso di valutare meglio gli effetti delle misure e di individuare soluzioni più equilibrate tra riposo, turismo, lavoro e attività produttive.


