Operazione Mani d’Oro: maxi-sequestro da 37 milioni e ramificazioni a San Marino

REDAZIONE
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Un sistema illecito di somministrazione di manodopera che coinvolge circa 1.000 lavoratori ha portato la Guardia di Finanza di Ravenna a eseguire sequestri per 37 milioni di euro tra beni, immobili e liquidità. L’inchiesta, denominata Mani d’oro e coordinata dal pm Raffaele Belvederi, ha visto l’esecuzione di oltre 40 perquisizioni in nove province, tra cui Rimini, Ravenna e Cesena, oltre a Napoli, Caserta, Bergamo, Padova, Taranto e Lecce.

Il fulcro dell’attività investigativa ha svelato società di facciata che operavano nel settore meccanico, fungendo da serbatoi di manodopera precaria per carpentieri e saldatori. Parallelamente, un’articolata rete di 155 società cartiere ha emesso fatture per operazioni inesistenti per un totale di 130 milioni, veicolando oltre 80 milioni di euro all’estero. Il meccanismo prevedeva il recupero di denaro contante tramite l’uso di macchine contabanconote e centinaia di carte di credito, previo pagamento di commissioni variabili tra il 14% e il 22%.

Il raggio d’azione dell’indagine si è esteso anche oltreconfine, grazie alla collaborazione con il Tribunale di San Marino. Sul Titano sono stati sequestrati circa 7,5 milioni di euro a uno degli indagati, che tentava di occultare l’origine illecita dei fondi dichiarandoli come vincite al gioco. Sono in corso verifiche su slot machine e personale locale per far luce su questa specifica dinamica.

Le perquisizioni hanno permesso agli inquirenti di rinvenire 250 mila euro in contanti, gioielli e orologi di lusso, tra cui un esemplare dal valore di 100 mila euro. Complessivamente, il sistema avrebbe garantito alle aziende coinvolte un abbattimento del carico fiscale tramite la compensazione con 11 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi.

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