Olio EVO e grano duro a rischio. Alla protesta di Coldiretti anche i riminesi

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Una delegazione di 50 imprenditori di Coldiretti Rimini ha preso parte alla mobilitazione di questa mattina sotto la Prefettura di Bologna, dove oltre 500 agricoltori dell’associazione regionale hanno protestato contro la crisi che sta colpendo grano duro e olio extravergine d’oliva.

Il presidente provinciale Guido Cardelli Masini Palazzi, insieme agli altri presidenti provinciali, al presidente regionale Luca Cotti e al direttore regionale Marco Allaria Olivieri, ha incontrato il prefetto Enrico Ricci per consegnare un documento con la denuncia della situazione e le proposte di Coldiretti contro frodi, pratiche sleali e speculazioni lungo le filiere agroalimentari.

Al centro della protesta c’è il crollo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori per il grano duro e per l’olio extravergine, a fronte di listini ancora alti sugli scaffali. Una dinamica che, secondo l’associazione, mette a rischio la sostenibilità economica delle aziende agricole e la tenuta delle produzioni nazionali.

In Emilia-Romagna sono oltre 70 mila gli ettari coltivati a grano duro, una coltura strategica per l’economia regionale e per la filiera della pasta italiana. Proprio durante la raccolta, il mercato è sotto pressione per forti spinte speculative che rischiano di ridurre ulteriormente i compensi ai produttori.

Criticità anche per l’olio extravergine d’oliva, dove le quotazioni risultano in forte calo nonostante l’aumento dei costi sostenuti dalle aziende. Per Coldiretti servono controlli più severi sull’origine delle materie prime e sulle dinamiche commerciali del prodotto importato.

Nel suo intervento, Luca Cotti ha chiesto un patto di trasparenza lungo tutta la filiera, per mettere gli agricoltori in condizione di competere ad armi pari e consentire ai consumatori di conoscere con certezza l’origine di ciò che acquistano.

Marco Allaria Olivieri ha richiamato invece il valore delle nuove tecnologie nella lotta alle frodi alimentari, citando mappatura isotopica e risonanza magnetica come strumenti utili a verificare l’origine dei prodotti e a supportare controlli e procedure giudiziarie.

La mobilitazione rientra nella giornata nazionale promossa da Coldiretti in tredici città italiane per chiedere interventi immediati a tutela delle imprese agricole, della qualità del cibo e della salute dei consumatori.

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