Carenza di organico e assenza di alloggi: sono le due emergenze portate al tavolo del confronto tra Comune di Rimini e sindacati dei Vigili del fuoco Ugl, Cgil, Conapo e Usb. Dal municipio è arrivato l’impegno del sindaco Jamil Sadegholvaad e dell’assessore all’Urbanistica Valentina Ridolfi ad avviare verifiche e interventi.
Le sigle sindacali parlano di numeri che non lasciano margini di interpretazione. Nel 2025 il Comando provinciale ha gestito 4.977 interventi, con quasi metà dell’attività concentrata nei quattro mesi estivi. In quel periodo il servizio si regge con vuoti pesanti in tutti i ruoli: manca il 19,8% dei vigili del fuoco, il 35,6% dei capisquadra e il 50% degli ispettori antincendio, con tre unità presenti sulle sei previste.
La situazione viene definita ancora più critica sul fronte tecnico informatico, dove è operativo un solo addetto su tre previsti. I sindacati segnalano anche turni garantiti con quattro unità invece di cinque, sotto il minimo previsto, in tutte le sedi operative.
Sul piano abitativo, il problema è l’affitto: per un vigile di prima assegnazione i canoni oscillano tra 600 e 900 euro al mese, a fronte di uno stipendio d’ingresso che non supera i 1.600 euro netti. Un divario che, secondo le parti sociali, alimenta una rotazione continua del personale e rende difficile trattenere a Rimini i nuovi assunti.
Da qui la richiesta al Comune di cercare soluzioni concrete, anche valutando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Ai sindacati, inoltre, è stato chiesto di farsi portavoce presso il ministero dell’Interno della necessità di rafforzare gli organici e di sostenere un piano straordinario per il Comando.


