Un ex manutentore della Provincia di Rimini è stato confermato nel suo licenziamento per giusta causa dopo aver perso la causa in Tribunale del Lavoro, a seguito di una condanna definitiva per estorsione. L’uomo, condannato in via definitiva nel 2021, dovrà rimborsare alla Provincia oltre 2.300 euro di spese legali.
La vicenda nasce tra dicembre 2016 e gennaio 2017 in Valconca, quando l’ex dipendente, insieme a un complice, minacciò un meccanico che aveva ricevuto una Vespa da riparare. Le intimidazioni, che includevano l’invocazione di “uccisione”, “sequestro in Jugoslavia con vendita di organi” e “sterminio della famiglia”, furono accompagnate dalla mostra del calcio di una pistola e dal riferimento alla “mala del Brenta”. Il meccanico fu così obbligato a consegnare gratuitamente lo scooter riparato, rinunciando a circa 530 euro di compenso, e a restituire anche un acconto di 300 euro già ricevuto.
La condotta, ritenuta dal giudice del lavoro assolutamente incompatibile con la permanenza in un pubblico ufficio, ha legittimato il licenziamento intimato il 29 dicembre 2025. La difesa dell’ex dipendente aveva sostenuto l’illegittimità del provvedimento e la tardività della contestazione disciplinare, ma il giudice ha chiarito che il ritardo era dovuto alla mancata comunicazione tempestiva dagli uffici giudiziari della condanna penale. Il Tribunale ha quindi respinto integralmente il ricorso, negando reintegro e risarcimento.


