Nel 2025 l’uso della SMaC nel commercio mostra un quadro misto: crescono leggermente le transazioni, ma cala in modo più marcato l’importo complessivo speso. Secondo l’Ufficio di Statistica, le operazioni sono salite dell’1,1%, mentre il valore transato è sceso del 5,8% su base annua.
A trainare il risultato sono andamenti diversi tra i comparti. Nel “Commercio al Dettaglio” le transazioni aumentano del 2,0%, nell’“Alloggio e Ristorazione” dello 0,8%, mentre nel settore “Commercio e Riparazione di Autoveicoli e Motocicli” non si registrano variazioni. Sul fronte degli importi, però, l’“Alloggio e Ristorazione” segna un +4,3%, il “Commercio al Dettaglio” arretra del 2,1% e il comparto auto chiude con un crollo del 22,4%.
L’Ufficio di Statistica precisa che il commercio all’ingrosso è stato escluso dall’analisi SMaC, perché le transazioni riguardano soprattutto il dettaglio. Va inoltre considerato che gli importi sono espressi a prezzi correnti, quindi senza correzione per l’inflazione.
Questo significa che il calo reale nel commercio al dettaglio risulta più pesante di quello nominale, già pari al -2,1%, perché nel 2025 l’inflazione media a San Marino è stata del 2,3%. In termini sostanziali, dunque, la contrazione del valore speso con SMaC nel dettaglio appare più pronunciata di quanto indichi il dato grezzo.
Sul fronte dell’interscambio commerciale, negli ultimi cinque anni emergono dinamiche opposte tra ingrosso e dettaglio. Le importazioni del “Commercio all’Ingrosso”, che pesano circa la metà del totale del settore, nel 2025 scendono del 14,8% dopo una fase di crescita continua; quelle del “Commercio al Dettaglio”, pari al 38% del totale, salgono invece del 4,3%.
Nel comparto “Commercio di autoveicoli e motocicli” le importazioni diminuiscono del 18,6%. Anche le esportazioni complessive del settore commercio calano del 10,4% nell’ultimo anno: l’79% del totale è generato dall’ingrosso, che segna un -15,7%, mentre il dettaglio accelera con un +46,8% e il comparto auto registra una flessione del 6,6%.
Anche in questo caso l’Ufficio di Statistica ricorda che i flussi di importazione ed esportazione sono valutati a prezzi correnti, dunque non tengono conto dell’effetto inflazione.


