Islamabad resta in attesa del secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, previsto alla vigilia della scadenza del cessate il fuoco di due settimane.
Il Pakistan ha rafforzato le misure di sicurezza, evacuando hotel come il Serena e il Marriott, ma Teheran non ha confermato l’arrivo della delegazione, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf.
La tv di Stato iraniana ha smentito la partenza di funzionari, pur filtrando indiscrezioni su un via libera della Guida Suprema Mojtaba Khamenei ai colloqui, possibili già domani.
Gli Stati Uniti invieranno il vicepresidente JD Vance, mentre il presidente Trump ha lanciato un ultimatum: senza accordo alla fine della tregua, riprenderanno gli attacchi.
La tensione sale nel Golfo Persico: la petroliera Sili City è rientrata in Iran via Stretto di Hormuz, violando il blocco Usa dopo aver scaricato due milioni di barili in Indonesia, sfidando le minacce della Marina americana.
I temi sul tavolo includono il programma nucleare iraniano, lo Stretto di Hormuz e i risarcimenti, con negoziati precedenti falliti dopo 21 ore di discussioni.


