Inno di San Marino, parole da ufficializzare. Divergenze sul richiamo a Santo

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Il Consiglio Grande e Generale ha avviato l’esame del progetto di legge che ufficializza l’inno della Repubblica di San Marino, attribuendogli il titolo “Terra di Libertà”. La norma implementa la riforma costituzionale del 2025 che ha inserito l’inno tra i simboli dello Stato, colmando un vuoto normativo che finora aveva lasciato senza formalizzazione ufficiale spartito e testo.

Il Segretario di Stato Luca Beccari ha sottolineato l’importanza della legge nel prevenire usi impropri, garantendo che spartito e testo acquisiscano pieno valore istituzionale. Il provvedimento rappresenta il completamento di un percorso che risale alla composizione dell’inno nel 1894 da parte di Federico Consolo.

In prima lettura emergono però divergenze significative tra i consiglieri. Gaetano Troina ha evidenziato discrepanze tra il testo proposto e quello tradizionalmente insegnato nelle scuole. Fabio Righi ha invitato a evitare decisioni affrettate su una materia che tocca identità e memoria collettiva, chiedendo approfondimenti prima della seconda lettura.

Giovanni Zonzini, pur favorevole all’ufficializzazione, ha espresso perplessità su determinati passaggi, in particolare sul verso “Libertà dono del Santo”. Manuel Ciavatta del PDCS ha invece difeso il riferimento religioso come elemento identitario costitutivo, segnalando anche errori nello spartito.

Beccari ha precisato che il testo deriva dal lavoro di una commissione coordinata dalla professoressa Meris Monti. Il dibattito proseguirà nelle fasi successive dell’iter legislativo.

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