L’opposizione è tornata a contestare la Commissione d’inchiesta sul caso Starcom-Banca di San Marino e sul cosiddetto “Piano Parallelo”, chiedendo chiarezza sui presunti collegamenti emersi dalle carte.
In una conferenza stampa convocata ieri da Rete, Repubblica Futura e Motus Liberi, i rappresentanti delle forze di minoranza hanno ribadito i loro dubbi sulla pariteticità dei lavori e sul rischio che l’inchiesta possa trasformarsi in un’operazione di insabbiamento.
Al centro delle critiche, soprattutto, l’assenza di nomi e responsabilità politiche precise. Secondo l’opposizione, se dagli atti davvero emergono elementi rilevanti, questi dovrebbero essere resi pubblici in modo chiaro e documentato, evitando allusioni generiche.
Nel dibattito è entrato anche il tema dei rapporti tra politica e sistema finanziario, con riferimenti alle tensioni interne alla Democrazia Cristiana e alle conseguenze della crisi bancaria degli anni scorsi. Per i promotori della conferenza, il Paese ha bisogno di verità e trasparenza, non di letture parziali o strumentali.
Sotto accusa anche l’uso politico della vicenda a livello istituzionale e comunicativo, con l’invito a non alimentare sospetti senza elementi concreti. L’opposizione sostiene che il confronto debba restare sul piano dei fatti e degli atti, senza trasformarsi in una battaglia di propaganda.
La richiesta finale è netta: se esistono davvero responsabilità politiche, vanno indicate apertamente. In caso contrario, secondo i consiglieri intervenuti, occorre evitare ulteriori annunci e lasciare spazio al lavoro della Commissione.


