La Corte d’Appello di Bologna ha posto la parola fine ad anni di contenzioso, confermando l’assoluzione piena per gli imprenditori Lucio, Claudio e Luciano Paesani. Il verdetto di secondo grado, che riprende e sigilla la decisione del Tribunale di Rimini dello scorso giugno, scagiona i fratelli dall’accusa di truffa ai danni dello Stato relativa al finanziamento per l’Hotel Vasco a Viserba.
Al centro della complessa vicenda giudiziaria vi era un prestito di 600mila euro, garantito dallo Stato e destinato alla riqualificazione dello storico Hotel Vasco. Secondo la Procura di Rimini, tale somma sarebbe stata ottenuta senza una reale intenzione di avviare i lavori di ristrutturazione. La tesi accusatoria è stata tuttavia smontata, evidenziando come il progetto imprenditoriale fosse effettivo ma travolto da cause di forza maggiore.
La difesa, coordinata dagli avvocati Paolo Righi, Mariano Rossetti e Marco Ditroia, ha dimostrato come il cantiere, previsto per il 2021, si sia bloccato non per volontà degli imprenditori, bensì a causa del lockdown e della successiva chiusura degli uffici pubblici, eventi che hanno paralizzato l’iter burocratico indispensabile. Inoltre, è stato rilevato che la famiglia Paesani aveva già intrapreso la restituzione delle somme erogate, nonostante l’impossibilità di proseguire l’intervento.
Gli istituti di credito coinvolti non hanno mai contestato alcuna irregolarità nella gestione del finanziamento, né hanno presentato richieste di costituzione di parte civile. Con la sentenza odierna, ogni ombra sull’operato dei Paesani è definitivamente caduta, sancendo la legittimità della loro condotta.


