Respinta con fermezza l’ipotesi di una responsabilità diretta sulla custodia dei beni. All’indomani del furto che ha visto sparire gioielli per un valore di 40mila euro da una imbarcazione, la Società di Gestione delle Houseboat interviene per chiarire la propria posizione rispetto all’episodio avvenuto alla Marina di Rimini.
Attraverso una nota ufficiale, l’azienda definisce iniquo adombrare profili di responsabilità custodiale prima che le indagini facciano chiarezza. La società ha dichiarato di nutrire piena fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine e dell’Autorità Giudiziaria, fornendo piena collaborazione per ricostruire l’accaduto.
Il cuore della questione risiede nel contratto di affitto breve sottoscritto dagli ospiti al momento del check-in. Secondo quanto precisato dalla dirigenza, il regolamento prevede che la custodia di denaro, gioielli e oggetti di valore resti a carico esclusivo dell’ospite. La Marina di Rimini, dunque, ribadisce di non rivestire il ruolo di depositario dei beni personali, né di assumere obblighi di vigilanza sugli stessi, essendo questi nella piena disponibilità e responsabilità del conduttore.
L’azienda, attiva da oltre venticinque anni, punta a tutelare la propria reputazione sottolineando la qualità dell’accoglienza e la professionalità che da sempre caratterizzano i suoi servizi. Concludendo, la società ha ribadito di avere tutto l’interesse affinché ogni dettaglio venga chiarito con massimo rigore e trasparenza, poiché la fiducia dei clienti resta il patrimonio fondamentale dell’attività.


