Emilia-Romagna: Rimini al Centro della Riforma Territoriale

REDAZIONE
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Rimini, nella giornata di giovedì, ha ospitato l’ottava tappa del percorso regionale “Luogo al cambiamento“, iniziativa volta a definire la riforma del riordino territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo primario è rafforzare la collaborazione tra gli enti locali e ottimizzare l’erogazione dei servizi.

Ad aprire i lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, e il sindaco di Rimini e presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad. Entrambi hanno sottolineato l’importanza del percorso.

L’assessore Baruffi ha evidenziato le sfide locali, affermando: “I Comuni del territorio riminese mostrano una certa difficoltà a collaborare tra loro, la Provincia è di supporto nella gestione di alcune funzioni tecniche a molti enti del territorio. Questo aspetto rappresenta un punto da cui partire per migliorare le sinergie e costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente, ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità della programmazione complessiva e quella amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana di Bologna è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale.

Anche il sindaco Sadegholvaad ha espresso la sua posizione, dichiarando: “Non sono un nostalgico delle vecchie Province, ma sono da sempre convinto che così come sono uscite dalla riforma del 2014 non possono rispondere adeguatamente alle legittime esigenze di cittadini e comunità. Ben venga quindi il percorso partecipato per il riordino territoriale intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna, in vista di una futura legge regionale che renda gli enti locali più forti, coesi e vicini alle comunità.

La provincia di Rimini, con i suoi ventisette Comuni e oltre 341mila abitanti, presenta un quadro amministrativo complesso. Il sistema conta 2.571 dipendenti, pari all’8,5% del totale regionale, e gestisce una capacità di spesa di 552 milioni di euro, l’8,7% del totale regionale. Due le Unioni a cui aderisce il 77% delle municipalità riminesi, escluso il capoluogo.

Il territorio si distingue per una prevalenza di Comuni piccoli e medio-piccoli: quasi la metà si trova al di sotto dei 5mila abitanti, mentre il 33% è compreso tra i 5mila e i 15mila. Solo Rimini e Riccione emergono per numero di addetti, mentre 16 enti su 27 hanno meno di 25 unità di personale. Sebbene i Comuni siano ampiamente organizzati in Unioni, la loro operatività risente della frammentazione e dell’eterogeneità. Le Unioni gestiscono in media 6,5 funzioni sulle 13 finanziate dal Piano regionale territoriale (Prt), con l’Unione della Valconca che ne gestisce 7 e l’Unione di Comuni Valmarecchia 6. La Provincia coordina alcune attività, e il capoluogo collabora con altri Comuni su determinate funzioni.

Il percorso di riordino territoriale, promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e la Città metropolitana di Bologna, ha avuto inizio con l’approvazione del “Documento di indirizzo per il riordino territoriale” da parte della Giunta regionale lo scorso 20 aprile. L’iniziativa prevede un confronto partecipato con Province, Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane, mirando a potenziare la governance multilivello e la capacità amministrativa degli enti per un sistema territoriale più efficace e omogeneo.

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