Dl sicurezza, Meloni: “Non è un pasticcio”. Ma la norma va riscritta

San Marino RTV
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Giorgia Meloni, dal Salone del Mobile di Milano, difende la norma sui rimpatri dal decreto sicurezza, respingendo l’accusa di pasticcio e annunciando correttivi in un provvedimento ad hoc per i rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati.

La presidente del Consiglio ha sottolineato che la misura, che prevede un compenso di 615 euro per gli avvocati che assistono i migranti nel rimpatrio volontario, resta invariata perché di assoluto buonsenso e conforme a norme europee e nazionali già vigenti.

Meloni si è detta stupita dalle critiche dell’opposizione, che contesta il premio per il lavoro professionale in favore del rimpatrio assistito, equiparandolo al gratuito patrocinio per ricorsi contro espulsioni.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato la necessità di revisioni, mentre la capogruppo Pd Chiara Braga ha attribuito il cambio di rotta ai rilievi del Colle più che a sensibilità politiche.

In Aula alla Camera, la proposta di rinvio in commissione è stata bocciata con 47 voti di scarto, così come le pregiudiziali dell’opposizione, che ha occupato i banchi del governo in segno di protesta.

Il vice presidente della Camera Fabio Rampelli ha difeso l’iter, confermando l’impegno del governo a rafforzare i rimpatri volontari come richiesto dall’Europa.

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