Banca Condannata per Fallimento Sicurezza: Rimborso a Vittima di Frode Digitale

REDAZIONE
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Un risparmiatore riminese, vittima di una complessa frode informatica, ottiene un risarcimento parziale di 6.000 euro. Il Collegio di Bologna dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) ha condannato un noto istituto bancario internazionale, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Emanuele Magnani, legale di Acli e Lega Consumatori. La decisione, emessa lo scorso maggio, sottolinea la responsabilità organizzativa dell’istituto finanziario.

La vicenda ha avuto inizio a novembre 2025, quando il cliente è stato bersaglio di una truffa di spoofing. Comunicazioni via SMS, apparentemente autentiche e provenienti dal canale ufficiale della banca, sono state seguite da una telefonata di un sedicente operatore antifrode. L’identificativo sul display del telefono del risparmiatore coincideva perfettamente con il numero ufficiale dell’istituto di credito, un dettaglio che ha contribuito a ingannare la vittima. Tratto in errore dal tono professionale e dalla percezione di autenticità, il cliente ha eseguito le operazioni richieste per “mettere in sicurezza” il conto, subendo un prelievo fraudolento.

Il legale ha evidenziato come la banca avrebbe dovuto riconoscere chiare anomalie. Nello specifico, ripetute richieste di autorizzazione in un ristretto arco temporale avrebbero dovuto attivare indici di rischio automatici e blocchi preventivi efficaci. L’assenza di tali meccanismi ha configurato la responsabilità dell’istituto.

L’avvocato Magnani ha commentato la sentenza: “Questa pronuncia conferma l’orientamento prevalente nella tutela dei risparmiatori nell’era del digitale. Anche se il Collegio ha ravvisato un concorso di colpa del ricorrente, l’avere sancito la responsabilità concorrente dell’intermediario per non aver intercettato i palesi indici di anomalia della frode dimostra che le banche hanno il dovere di evolvere i propri sistemi di sicurezza alla stessa velocità dei truffatori.”

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