Nel Consiglio Grande e Generale tornano a infiammarsi gli animi sull’affare bulgaro, con un duro scontro tra opposizione e maggioranza. Enrico Carattoni, consigliere di Repubblica Futura, ha attaccato frontalmente il Segretario di Stato alla Giustizia Stefano Canti per le sue dichiarazioni in Aula sulla tempistica delle indagini in corso.
Carattoni si è detto scioccato da quelle parole, definendole un’ennesima leggerezza che evidenzia un grave cortocircuito istituzionale. Ha puntato il dito su affermazioni emerse nel dibattito, considerate allarmanti per profili giuridici e istituzionali, e ha richiamato elementi delle carte investigative, in particolare la chat del Consiglio di Amministrazione dell’Ente Cassa.
Al centro delle critiche il ruolo della maggioranza e della Democrazia Cristiana, accusate di ostacolare un accertamento completo della verità politica. Carattoni ha citato rivelazioni giornalistiche sul segretario Dc, che avrebbe proposto fondi alternativi alla vendita della banca ai bulgari tramite Cassa di Risparmio, rendendolo incompatibile con la commissione d’inchiesta.
La maggioranza, secondo l’esponente Rf, fa di tutto per insabbiare i fatti, specie considerando la storica influenza Dc su quella banca e la responsabilità oggettiva che ne deriva. Lo scontro rilancia uno dei dossier più spinosi degli ultimi anni, con tensioni che rischiano di protrarsi.


