In Consiglio Grande e Generale è partito l’iter per due progetti di legge sul fine vita e testamento biologico, presentati dall’Associazione Emma Rossi e dal Movimento Rete.
La presidente Patricia Busignani ha illustrato il testo di iniziativa popolare, enfatizzando l’autodeterminazione del paziente e il diritto alla salute attraverso scelte libere, con un focus sulle cure palliative come diritto essenziale.
Emanuele Santi di Rete ha evidenziato il vuoto normativo da colmare, proponendo le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) per rifiutare cure accanite, e si è detto aperto a un testo unico condiviso.
Il Segretario di Stato Marco Gatti ha auspicato un esame rapido, confermando l’impegno governativo per cure palliative e hospice.
Dai banchi di maggioranza e opposizione emerge convergenza sull’intervento, con nodi su limiti delle DAT, gestione casi senza disposizioni, obiezione di coscienza e idratazione/nutrizione.
Tutti concordano: i progetti non introducono eutanasia o suicidio assistito. Il confronto continua in Commissione, con audizioni al Comitato di Bioetica per una sintesi bipartisan.


