L’Associazione Emma Rossi e il Movimento RETE hanno portato i loro progetti di legge sul fine vita in prima lettura presso il Consiglio Grande e Generale. I due testi, pur condividendo l’obiettivo di tutelare l’autodeterminazione delle persone in fine di vita, presentano approcci e formulazioni differenti.
Il progetto dell’Associazione Emma Rossi, denominato “Disposizioni anticipate di trattamento sanitario e processo decisionale nella cura delle malattie invalidanti e della persona malata in fine di vita”, è stato avviato all’iter consiliare lo scorso 19 dicembre e rappresenta il frutto di una consultazione ampia con tutte le forze politiche e le aggregazioni laicali della Repubblica.
Durante i mesi di negoziazione politica, l’Associazione ha incontrato i principali gruppi consiliari, riscontrando consensi sul valore della proposta e disponibilità al dialogo costruttivo. Con il Movimento RETE, promotore della propria proposta legislativa sulla medesima materia, è emersa una buona convergenza di vedute sugli obiettivi comuni, nonostante elementi di differenziazione nei rispettivi testi.
Entrambi i progetti affrontano questioni centrali relative ai diritti dei malati e all’accesso a informazioni chiare per le famiglie e gli operatori sanitari. Le due proposte rappresentano ora il punto di partenza per il dibattito parlamentare che dovrà definire una normativa equilibrata e condivisa nel rispetto dei principi di dignità e autodeterminazione.


