Attiva-Mente rilancia l’allarme europeo di ENIL sul suicidio assistito a San Marino, nel dibattito acceso sulle proposte di legge sul fine vita.
L’European Network on Independent Living (ENIL) denuncia il rischio che tale pratica, invece di essere una libera scelta, diventi conseguenza di carenze assistive, marginalizzazione e mancanza di supporti per disabili e malati terminali.
L’associazione sammarinese condivide il position paper, che evidenzia come richieste di suicidio assistito nascano spesso da solitudine e perdita di autonomia, non solo da dolore fisico.
Intanto, convergenza tra aggregazioni laicali e associazioni come Emma Rossi: no a eutanasia e suicidio assistito in un contesto senza necessità percepita, con principio che esistono malattie inguaribili ma non persone incurabili.
Preoccupazioni su consenso informato per incapaci, minori e disabili, revoca di idratazione/nutrizione artificiali vista come possibile suicidio indiretto, e necessità di obiezione di coscienza per sanitari.
Le Pdl puntano su autodeterminazione del paziente, diritto a rifiutare accanimento terapeutico e sedazione palliativa profonda, senza introdurre eutanasia.


