La CSDL denuncia gravi distorsioni nel sistema economico sammarinese, con un settore bancario che frena investimenti e imprese, soprattutto startup e straniere, rese ostaggio di procedure arcaiche per aprire conti correnti.
Il sindacato lancia l’allarme su un’economia che resiste agli shock esterni grazie a manifattura e servizi, ma soffre per debito/Pil al 62,8%, mancanza di IVA e rigidità fiscali come l’Igr, al centro di scontri politici.
Mentre il FMI elogia la diversificazione e la crescita prevista per 2025-26, la CSDL avverte: senza riforme urgenti su banche, governance e integrazione europea, San Marino rischia isolamento e declino, con fughe di capitali e giovani.


