Un tram della linea 9 è deragliato a Milano in via Vittorio Veneto, causando la morte di due passeggeri e ferendo decine di persone, alcune in gravi condizioni.
Il conducente, un 60enne indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni, sostiene di aver accusato un malore improvviso.
Secondo la sua versione, un trauma all’alluce sinistro, provocato mentre caricava la carrozzina di un disabile, gli avrebbe causato una sincope vasovagale con perdita di conoscenza.
Le indagini della Procura, coordinate dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara, puntano su scatola nera e smartphone del tranviere per verificare distrazioni o problemi tecnici.
Il mezzo viaggiava a circa 50 km/h, velocità massima consentita, ma testimoni parlano di andatura eccessiva già un chilometro prima dell’impatto.
Sono stati sequestrati le scarpe del conducente, con segni di ematoma al dito “nero”, e acquisite cartelle cliniche dal Niguarda.
Non emergono anomalie evidenti negli impianti di sicurezza Atm, ma l’inchiesta resta aperta a ipotesi di errore umano o malfunzionamento.
Disposta l’autopsia sulle vittime, mentre la linea resta sotto esame per garantire la sicurezza.


