A Rimini e in Romagna si registra un aumento del 73,3% degli accessi ai servizi di neuropsichiatria infantile e adolescenziale nell’ultimo decennio.
Lo conferma l’Ausl regionale, con picchi di ansia, depressione, autolesionismo e disturbi alimentari, inquadrabili in un orientamento borderline della personalità.
Non si tratta di psicosi classiche come schizofrenia o bipolarismo, ma di fragilità legate a un ambiente competitivo e privo di certezze sul futuro.
I social amplificano il problema, esponendo i giovani a vite altrui idealizzate e favorendo emulazioni dannose, come l’autolesionismo condiviso online.
A contribuire è l’uso di cannabis ad alta potenza di Thc, che induce effetti psicotropi e psicosi, come emerge da studi su aree urbane londinesi.
La Regione Emilia-Romagna risponde con 132 progetti finanziati per 800mila euro, mirati a educazione relazionale, contrasto al bullismo e uso consapevole delle tecnologie.
Le iniziative coinvolgono 380mila giovani tra 11 e 19 anni, da Piacenza a Rimini, puntando su inclusione e prevenzione del ritiro sociale.
Psichiatri locali, come Michele Magnani dell’ospedale Infermi, sottolineano la minor stigma sulle malattie mentali, che favorisce le richieste di aiuto.


