Domani, 8 marzo 2026, si celebra la Giornata Internazionale della Donna, istituita dalle Nazioni Unite nel 1975 per valorizzare i progressi delle donne in ambito economico, politico e culturale.
Nonostante i traguardi raggiunti, la parità di genere resta lontana: solo due terzi dei paesi sviluppati garantiscono uguaglianza nell’istruzione primaria, mentre meno del 50% delle nazioni vede le donne superare il 30% dei seggi parlamentari.
Il focus di questa edizione è sul lavoro e sull’istruzione, con l’obiettivo dell’Agenda 2030 di un “Pianeta 50-50”, promuovendo accesso equo alla formazione per le ragazze e leadership femminile nelle posizioni chiave.
António Guterres, segretario generale ONU, propone otto azioni concrete: prioritizzare la parità nei vertici istituzionali, porre fine alla violenza di genere con tolleranza zero e abolire le discriminazioni giuridiche che limitano i diritti delle donne al 64% di quelli maschili.
In Italia, reti femministe organizzano scioperi sociali e presidi contro discriminazioni salariali e femminicidi, ribadendo la necessità di cambiamenti culturali e strutturali per una vera uguaglianza.


