Una donna riminese di 50 anni è stata condannata a 2 anni di reclusione per i maltrattamenti aggravati ai danni del marito, un 54enne coetaneo. La sentenza giunge al termine di un procedimento che ha analizzato una serie di violenze, insulti e minacce avvenute tra il 2020 e il 2021.
Il punto di rottura si registrò nell’aprile del 2020, durante la fase più rigida del lockdown. In quell’occasione, la situazione degenerò al punto che l’uomo, vittima di aggressioni fisiche, si vide costretto a barricarsi in una stanza insieme alla figlia minore per cercare riparo, allertando successivamente le forze dell’ordine. Secondo le ricostruzioni, l’imputata avrebbe più volte rivolto al compagno gravi minacce, urlando frasi come: “Ti ammazzo, tanto in carcere ci rimango 6 anni”. Le tensioni erano acuite da frequenti dispute sulle finanze domestiche, con la donna che accusava il marito dicendo: “Non ci sono soldi, perché spendi troppo”.
Nel corso del processo, il sostituto procuratore Davide Ercolani aveva sollecitato una pena di 3 anni e 6 mesi. La difesa, rappresentata dall’avvocata Lucia Varliero, ha contestato l’accusa di abuso di sostanze alcoliche, circoscrivendo i fatti a un clima di forte esasperazione domestica generato dalle restrizioni pandemiche.


