Rimesso in libertà con obbligo di firma dal giudice dopo la convalida dell’arresto per minaccia aggravata, un 26enne di origini romane e residente a Rimini è finito nuovamente al centro della cronaca per un episodio di grave violenza. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per aver aggredito il parroco di Bellariva lo scorso 13 ottobre armato di spray al peperoncino, è stato fermato dalla Polizia di Stato nella tarda mattinata di martedì.
Il fatto è avvenuto davanti a un asilo nido del centro cittadino, dove l’uomo si è avvicinato alla recinzione esterna estraendo un coltello a scatto con lama di 7 centimetri. In presenza dei bambini, ha rivolto frasi minatorie alle educatrici presenti: “Se quello fosse mio figlio, ti taglierei la gola”, ha urlato a una maestra che stava consolando un piccolo in lacrime, per poi incalzare l’altra: “Io sono uscito due giorni fa dal carcere e non ho paura di te”. Il giovane, che ha precedenti psichiatrici presso il Centro di Salute Mentale, ha giustificato il gesto definendolo un “rimprovero” per la gestione dei bimbi.
All’arrivo delle Volanti, allertate dai testimoni, il 26enne non ha opposto resistenza ed è stato condotto in questura. Dagli accertamenti è emerso che l’indagato era destinatario di un divieto di dimora nel comune di Rimini emesso lo scorso 26 settembre. Nonostante la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pm, il giudice ha disposto la scarcerazione con obbligo di firma, accogliendo la strategia difensiva dell’avvocato Alessandro Pierotti. Il processo è fissato per il 23 novembre.


