Il Mojito Beach di Riccione rompe il silenzio e passa all’attacco contro l’ordinanza sindacale che impone la chiusura anticipata alle 23:00, con limite di somministrazione dalle 7:30, per il periodo tra il 21 e il 30 agosto. Attraverso l’avvocato Massimiliano Orrù del Foro di Rimini, il locale ha depositato un’istanza in autotutela per esigere l’annullamento immediato del provvedimento.
Al centro della disputa legale c’è la tesi difensiva secondo cui nessuno può essere punito due volte per gli stessi fatti. La difesa contesta che le motivazioni alla base dell’ordinanza ricalchino quelle già utilizzate per una precedente sanzione a inizio mese. Inoltre, l’istanza punta il dito contro l’esposto del SILB: l’avvocato Orrù ha richiesto l’accesso agli atti, sospettando la presenza di contenuti diffamatori o calunniosi, in particolare circa l’accusa di presunti eventi danzanti previsti per il 21 agosto, data in cui il locale era già programmato per restare chiuso.
Sul fronte dell’ordine pubblico, il legale evidenzia una contraddizione: la Polizia Locale avrebbe confermato, in precedenti incontri, che i disturbi lamentati dalla cittadinanza proverrebbero da esercizi limitrofi e non dal Mojito. Il documento definisce la misura illegittima e discriminatoria, sottolineando come altri locali abbiano gestito eventi non autorizzati senza subire conseguenze analoghe. Infine, la difesa solleva un paradosso tecnico: l’ordinanza limita la ristorazione entro le 23:00, ma non vieta esplicitamente la musica, rendendo inefficace l’obiettivo di tutela della quiete pubblica invocato dal Comune.


