Una dipendente riminese del commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli è stata licenziata per giusta causa nell’agosto 2025 dopo aver consegnato in ritardo un report sui fornitori aziendali, con contestazione di insubordinazione. Il Tribunale del lavoro di Rimini ha però ritenuto la misura troppo severa rispetto alla condotta contestata.
La lavoratrice, assunta nel dicembre 2024 con contratto part-time a tempo indeterminato, aveva impugnato il provvedimento. Il giudice ha riconosciuto che il comportamento era effettivamente avvenuto, ma non abbastanza grave da giustificare un licenziamento in tronco.
Per questo il tribunale ha escluso la “giusta causa”, ma senza disporre il reintegro. La decisione rientra infatti nel regime indennitario previsto dal Jobs Act nei casi di licenziamento illegittimo per sproporzione della sanzione, e non per insussistenza del fatto contestato.
Alla società è stato quindi imposto il pagamento di un’indennità risarcitoria pari a 4 mensilità e mezzo della retribuzione, per un importo complessivo di circa 3.300 euro.


