Il PSD accoglie con soddisfazione il via libera in commissione al progetto di legge sul testamento biologico e sulla dignità della persona nella fase finale della vita. Per il partito si tratta di un passaggio importante sul piano civile e giuridico, frutto anche del lavoro dell’Associazione Emma Rossi, che ha portato il tema dentro le istituzioni con equilibrio e senza forzature.
Nel commento diffuso dal PSD, il confronto viene definito complesso perché tocca sofferenza, fragilità, libertà individuale, ruolo della famiglia e responsabilità dei medici. Proprio per questo, sottolinea il partito, la maggioranza ha modificato il testo iniziale senza snaturarlo, cercando un punto di equilibrio tra autodeterminazione e relazione di cura.
Secondo il PSD, la legge non elimina il dolore né sostituisce la coscienza delle persone, ma offre strumenti, procedure e garanzie per evitare improvvisazione e solitudine nei momenti più delicati. Il testo, afferma il partito, riconosce il valore della volontà espressa in modo libero e consapevole, anche quando il paziente non potrà più comunicarla.
Il PSD parla di una norma prudente ma non debole, capace di affermare la centralità della scelta della persona senza rinunciare alla tutela del paziente dentro il sistema sanitario. Ora, aggiunge il partito, la sfida è l’attuazione concreta: dal registro ai moduli, fino al decreto delegato che dovrà definire il modello per le disposizioni anticipate di trattamento sanitario.
Il partito annuncia infine attenzione sulla fase applicativa, perché i diritti, si legge nella nota, non vivono solo nell’approvazione delle leggi ma nella loro effettiva messa in pratica.


