Commissione Consiliare IV, venerdì 12 giugno 2026 mattina

San Marino Fixing
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La IV Commissione Consiliare Permanente ha approvato in mattinata il progetto di legge di iniziativa popolare sulle disposizioni anticipate di trattamento sanitario e sul processo decisionale nella cura delle malattie invalidanti e del fine vita, con 12 voti favorevoli e 3 astensioni. Al termine della seduta, Rete ha annunciato il ritiro del proprio progetto di legge.

Il passaggio decisivo è arrivato sull’articolo 9, dopo un confronto serrato sull’efficacia delle DAT. La maggioranza ha lavorato a una formulazione condivisa per distinguere in modo più netto tra stato di incapacità e stato di incoscienza, prevedendo che l’efficacia delle disposizioni scatti quando la persona non sia più in grado di esprimere validamente il consenso oppure sia in incoscienza, condizione da certificare tramite un collegio di specialisti. Nel testo finale è stato stabilito che il medico curante resti esterno al collegio, ma venga consultato, e che l’incoscienza sia comunicata al fiduciario se presente.

Sul punto è stata raggiunta una mediazione che ha raccolto il consenso di tutti i gruppi. L’emendamento unitario ha così definito le condizioni di attivazione delle DAT e la composizione del collegio medico, formato da neurologo, psichiatra e specialista della patologia interessata.

Più rapido il confronto sull’articolo 10, dedicato alle volontà da valere dopo la morte della persona. La maggioranza ha introdotto una revisione di carattere lessicale per precisare che le DAT possono comprendere anche indicazioni sulla destinazione del corpo o di parti di esso, compresa la donazione di organi e tessuti per trapianto, ricerca e didattica. Repubblica Futura ha chiesto in aggiunta che tali volontà vengano annotate nel fascicolo sanitario, ma la proposta è stata respinta.

Il dibattito più acceso si è sviluppato sull’articolo 11, relativo alla redazione, autenticazione e conservazione delle DAT. Qui lo scontro ha riguardato soprattutto la sorte dell’allegato A, il modulo che i cittadini dovranno compilare. La maggioranza ha scelto di rinviare la definizione del modulo a un decreto delegato dell’ISS, mentre le opposizioni hanno contestato la scelta, ritenendo che un elemento così rilevante dovesse essere approvato insieme alla legge. Dopo una sospensione, è arrivata una nuova mediazione: il modulo sarà predisposto dall’ISS previo confronto con i proponenti della legge e con le forze di opposizione, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della norma.

Nel dibattito sono emerse posizioni diverse anche sul ruolo del notaio e dell’Ufficio di Stato Civile, ma la maggioranza ha difeso una soluzione più flessibile, affidata a uno strumento aggiornabile nel tempo. Rete e Repubblica Futura hanno espresso forte perplessità per il rinvio del modulo a un atto successivo, definendolo un arretramento sul piano politico e istituzionale.

Nelle dichiarazioni di voto, Repubblica Futura e D-ML hanno spiegato l’astensione pur riconoscendo alcuni miglioramenti del testo. Rete ha invece annunciato il sostegno convinto alla legge e il ritiro del proprio progetto di legge sul testamento biologico. La maggioranza ha rivendicato di aver costruito un testo equilibrato, capace di dare valore alla volontà espressa dalla persona anche quando non sarà più in grado di comunicarla.

Dopo l’approvazione, Patricia Busignani, a nome dell’Associazione Emma Rossi, ha accolto con favore il risultato ma ha espresso rammarico per la mancata unanimità e per la scelta di non integrare direttamente in legge il modulo operativo delle DAT. Ha comunque riconosciuto che il provvedimento rappresenta un passaggio importante per colmare un vuoto normativo nel Paese.

I lavori della Commissione riprenderanno lunedì alle 1

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