San Marino – DML: “Accordo Ue ed ennesimo rinvio, ora servono la verità e le assunzioni di responsabilità”

Libertas
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San Marino torna a fare i conti con l’ennesimo rinvio dell’Accordo di Associazione con l’Unione europea, e Domani Motus Liberi rompe il silenzio della maggioranza chiedendo spiegazioni politiche chiare. Per il partito di opposizione, non si tratta di un semplice ritardo tecnico, ma del segnale di criticità più profonde nella gestione del dossier e nella comunicazione verso Paese e Consiglio Grande e Generale.

DML rivendica una posizione mantenuta fin dal 2018: l’intesa con l’Ue può essere strategica solo se negoziata bene, ma non può essere presentata come la soluzione ai problemi strutturali della Repubblica. Proprio per questo, il partito sostiene di aver chiesto per mesi trasparenza sugli effetti, sulle opportunità e sui rischi del percorso europeo, senza però ottenere risposte complete.

Nel mirino finisce anche la maggioranza, accusata di aver trasformato l’Accordo nel cardine della propria azione politica e di non potersi ora sottrarre alle responsabilità. Secondo DML, i rinvii continui e le difficoltà emerse nelle ultime settimane, compresi i nodi legati alla Bulgaria e al caso Starcom, sollevano interrogativi non solo sul negoziato, ma anche sul metodo con cui il governo sta guidando la fase più delicata del confronto con Bruxelles.

Il partito richiama inoltre l’attenzione sulla gestione degli strumenti di tutela degli interessi sammarinesi, a partire dall’arbitrato internazionale. In una vicenda complessa, sostiene DML, servono competenze solide e professionisti esperti, non scelte influenzate da appartenenze, vicinanze o rapporti personali.

La critica si concentra infine sulle rassicurazioni date in questi mesi dal segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, che aveva attribuito i rallentamenti ad aspetti esclusivamente tecnici. Oggi, osserva DML, emerge invece un quadro diverso, nel quale criticità e tensioni non sarebbero state condivise con la dovuta chiarezza né con l’Aula né con i cittadini. Per questo il partito chiede che Beccari riferisca pubblicamente sulle reali cause dello stop e sulle conseguenze per il futuro della Repubblica.

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