La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha scelto di salvare Mutonia, il parco artistico di Santarcangelo nato nel 1990 e da anni al centro di una lunga vicenda giudiziaria. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che aveva disposto la demolizione delle strutture ritenute abusive, è arrivato un nuovo passaggio istituzionale che apre alla tutela e alla valorizzazione dell’area.
La svolta è maturata al termine della Conferenza di servizi avviata su richiesta della Regione, che ha escluso motivi ostativi alla permanenza delle opere sotto i profili urbanistici, paesaggistici, ambientali e idrogeologici. Nello stesso tempo, sono stati riconosciuti elementi di rilievo culturale tali da rendere inopportuna la demolizione coatta.
Il Consiglio comunale di Santarcangelo aveva già indicato il 19 maggio il prevalente interesse pubblico culturale e identitario legato a Mutonia. Con l’indirizzo favorevole espresso ieri dalla Giunta regionale, si apre ora una fase di confronto tra gli enti coinvolti per individuare gli strumenti più adatti a garantire tutela e valorizzazione del sito.
Il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni parlano di una soluzione arrivata dopo un impegno assunto fin dall’inizio. Per la Regione, Mutonia è un pezzo vivo della storia culturale emiliano-romagnola, nato da 36 anni di arte, comunità e rigenerazione di un’area che non può essere cancellata con una ruspa.
La storia di Mutonia è legata alla Mutoid Waste Company, collettivo artistico fondato a Londra da Joe Rush e Robin Cooke alla fine degli anni Ottanta. Arrivata a Santarcangelo su invito del Festival internazionale dei Teatri, la comunità ha dato vita a un parco sculture a cielo aperto, gratuito e in continua trasformazione, diventato uno dei luoghi più riconoscibili della scena culturale contemporanea.


