L’Assemblea legislativa ha approvato la riforma della legge regionale sull’edilizia pubblica, con un piano da 300 milioni di euro per recuperare oltre tremila alloggi e destinarli a chi ha un Isee tra gli 8mila e i 35mila euro annui.
Il provvedimento punta ad ampliare l’offerta di case popolari attraverso una banca dati regionale unica per censire gli immobili da ristrutturare e seguirne i lavori, la possibilità di ridurre i canoni per alcune tipologie di edilizia pubblica e l’estensione al patrimonio Acer delle misure già previste per i programmi di recupero dell’Erp.
La maggioranza di centrosinistra ha definito la misura una risposta concreta all’emergenza abitativa e un intervento di riqualificazione del patrimonio pubblico, soprattutto per le fasce economicamente più fragili che non riescono a sostenere il mercato privato degli affitti.
Dal centrodestra è arrivata invece una valutazione critica: il piano è stato giudicato parziale e non risolutivo dei problemi della gestione dell’edilizia pubblica, oltre che poco chiaro nel rapporto con il piano casa del governo nazionale.
Sullo sfondo del confronto politico, l’Aula ha approvato un ordine del giorno che invita Regione e Governo a cercare tutte le possibili sinergie per costruire un piano di interventi capace di rispondere ai diversi bisogni abitativi.
Via libera anche a un ordine del giorno dei Civici che introduce un monitoraggio annuale sull’applicazione della legge. Bocciate, invece, le proposte di Fratelli d’Italia che chiedevano di riconoscere il valore strategico del piano casa del governo Meloni e di rafforzare i controlli nella gestione dell’edilizia pubblica.


