I risparmiatori sammarinesi colpiti dal furto nelle cassette di sicurezza della filiale di Faetano della Banca di San Marino hanno deciso di muoversi sul piano legale per chiedere il risarcimento dei beni sottratti. La scelta è maturata dopo una riunione tenuta il 27 maggio nella Sala del Castello di Borgo Maggiore, dove i danneggiati si sono riuniti in un comitato per coordinare una linea comune.
Il gruppo ha affidato a un avvocato il mandato di avviare ogni iniziativa utile nelle sedi competenti, seguendo anche il procedimento penale già aperto al Tribunale del Titano. Il legale assisterà i componenti del comitato lungo tutto l’iter giudiziario, con l’obiettivo di tutelare le loro richieste di ristoro.
Le indagini sulla razzia hanno ricostruito una dinamica particolarmente audace: i responsabili sarebbero riusciti a restare all’interno dell’istituto fino alla chiusura, per poi agire durante la notte e aprire una quindicina di forzieri privati. La vicenda resta complicata anche sul piano amministrativo, perché parte della documentazione e dei beni risulta sottoposta a sequestro.
Sul caso pesano anche interrogativi legati al contesto societario della banca, dopo il fallito tentativo di acquisizione della maggioranza da parte di una holding bulgara. I promotori dell’iniziativa hanno invitato eventuali altri clienti colpiti a unirsi al comitato, per allargare la pressione sul fronte del risarcimento.


